Chi è online
 1 visitatore online
News Letter



Banner
Cultura Sora Castello di San Casto

Castello di San Casto

Come per la maggior parte dei castelli dell'alta Terra di Lavoro, una ricostruzione delle vicende architettoniche e, ancor più, storiche di Rocca Sorella pone alcune difficoltà. Arrivare ad una datazione di costruzioni militari che sono dipese per secoli da susseguenti e isolate realtà politiche e, per questo, cosi atipiche per la sommarietà architettonica, rappresenta un nodo ancora da sciogliere.
Inizialmente abbiamo un castrum di limitate dimensioni la cui grande rilevanza strategica riscontrata su fonti documentali non rispecchiava le effettive dimensioni di una modesta singola torre ad accrescimento, eventualmente verticale. Ne segue una seconda fase di accrescimento orizzontale e verticale che lo ha visto protagonista di numerose battaglie. L'ultima fase la più estesa di espansione orizzontale avviene nel XVI secolo dopo del quale la rocca non sarà più usata per scopi militari. Nell'ultimo periodo la rocca ha visto come duca un discusso personaggio del Rinascimento vicinissimo all'imperatore Carlo V, parliamo del duca Guglielmo De Croy nel periodo che pose Sora ed il suo ducato nel vortice degli avvenimenti internazionali.
Alla rocca si accede da vari sentieri su ogni versante della collina, alcuni antichi, altri più recenti. Il primo inizia di fianco alla cattedrale, dalla strada di accesso all'acquedotto comunale (via Ravo) e, con una sede sistemata da un recente riattamento (seconda metà degli anni 80 del Novecento), incontra il sentiero che scende a Santa Lucia.
Continua decorrendo tutto il versante orientale con una sede più larga, in origine tutta pavimentata in pietra locale, della lunghezza di mt.1700 circa. Tratto costruito dal comune in occasione dei restauri del castello promossi dal CAI e terminati nel 1931 fino ad incontrarsi col sentiero Sant'Antonio che segue la cresta e che abbiamo appena descritto. Un ultimo sentiero parte da piazza San Silvestro, percorre vicolo Bellisario e sale sul versante occidentale della collina arrivando a confluire, all'altezza del piazzale dell'alza-bandiera, a quello di Sant'Antonio Abate. Gli ultimi tre sentieri, dopo diverse confluenze arrivano tutti al piazzale del santuario. Da qui il cammino è in piano per il primo tratto. Appena comincia a diventare più ripido, ricalcando il tracciato arcaico si intravede la traccia di una fortificazione satellite che consiste in una torretta semicircolare diroccata, posta all'angolo di un muro difensivo di cui sono ancora evidenti i tratti a monte e a valle della torretta stessa.
Rocca Sorella in cima al colle San Casto è certa sin dall'epoca romana, Tito Livio narra la storia di un sorano che aiutò le corti romane ad espugnare l'abitato che era ubicato altrove da quello attuale di pianura. La gran parte della città volsca IV-V secolo a.C. centro fortificato dominato da un'acropoli, si trovava sul colle tra la piana dove scorre il Liri ed il castello, cioè sul piano dove ora sorge la chiesa della Madonna delle Grazie.L'acropoli era collegata all'abitato da una stradina in salita difficile e tortuosa. I resti di un tratto di muro la cui altezza massima è di circa 4 metri sono visibili vicini al santuario. L'agglomerato in collina fu abbandonato gradualmente per le mutate condizioni politiche e con la definitiva conquista romana cominciò il trasferimento a valle da parte degli abitanti.
Sia la mancanza d'omogeneità stilico-esterica, sia l'originalità nell'esecuzione cantieristica, essendo l'effetto principale della "spontaneità" dell'edilizia castrale, sono aspetti peculiari che non ci aiutano a datare molte delle fortificazioni della nostra area. Ciò principalmente per l'affidamento dei lavori e maestranze locali liberi di realizzarli secondo le proprie tradizioni e con pietrame raccattato sul posto. L'entità del ruolo militare che la fortificazione ha avuto per Sora e gli abitanti che nel tempo si sono susseguiti. 

 

 

 

foto dei resti del castello di San Casto

 
google link
Sponsor
Sondaggi
cosa vorresti trovare in canicolarte