SORA. La Storia
Le Origini. A partire dal VII secolo si ebbero le prime infiltrazioni volsche, che lentamente, attraverso il fenomeno della transumanza, occuparono gran parte del territorio del sud Lazio (fino ad Anzio) abitato in precendenza, come nel caso di Sora, da altri popoli italici quali gli ausoni ed aurunci. Sora fu il primo centro volsco del Lazio, rivestendo notevole importanza nell’espansione volsca verso la costa e nella difesa/attacco dello Stato romano. Le fortificazioni in opera poligonale della città sono di origine volsca. In seguito all'annessione da parte di Roma furono completate dai Romani con un unico circuito che comprendeva il centro abitato e il vicino Monte San Casto oltre ad altre numerose e monumentali opere a dimostrazione dell'importanza strategica della città. Tra queste, sicuramente, la più importante ed imponente fu la realizzazione di un maestoso tempio dedicato al dio Serapide, divinità congiunzione (Osoros-Api) di cultura e religione greca ed egizia, il cui culto fu introdotto in Alessandria d'Egitto. Numerose sono le testimonianze del periodo volsco soprattutto per quanto concerne i testi della letteratura storica romana. Nel 'Ab Urbe Condita' di Tito Livio vengono minuziosamente descritte le battaglie degli antichi sorani, all'epoca volsci, alcune delle quali vittoriose, contro la potenza di Roma.
La Colonia latina e l'età romana.Sin dal 342 a.C. in epoca romana Sora per la sua collocazione strategica rivestì un ruolo importante; fu colonia romana con alterne fortune per Roma causa l'indomito spirito delle popolazioni autoctone e poi uno dei suoi maggiori municipi "cicero pro plancio".
303 a.C. Sora colonia latina
209 a.C. Sora è una delle 12 colonie latine che rifiutarono l'aiuto a Roma nella seconda guerra punica, per questo duramente punita.
271 Sora diventa sede di una primordiale Diocesi Vescovile.
275 Morte della martire Santa Restituta Frangipane di Roma, torturata e decapitata presso il Fibreno, al "Carnarium".
Età imperiale e medioevo.476 regime ostrogoto di Odoacre.
522 regime ostrogoto di Teia.
568-84 Sora fa parte del Ducato Romano, siamo nei primordi del governo longobardo di Longino Flavio.
702 Sora capoluogo di gastaldato.
787 Sora viene donata da Carlo Magno, con Capua, Arpino, Arce, Aquino e Teano allo Stato della Chiesa.
846 I saraceni arrivano a Sora dove però sono arrestati da un'esondazione del Fibreno: sconfitti i maomettani Sora viene annessa ai territori longobardi.
858 il gastaldo di Sora si ribella ad Ademaro principe di Salerno, per tornare allo Stato della Chiesa: il sovrano longobardo chiama in suo soccorso Guido I di Spoleto, il quale annette la città al suo ducato, mentre Aquino, restata in territorio campano, diventa il nuovo capoluogo del gastaldato.
870 Sora contea autonoma.
Il periodo normanno.
1103 dopo la distruzione normanna la città diviene demanio regio.
1208 Sora diviene contea dello Stato Pontificio sotto Riccardo dei Conti di Segni.
1229 Sora torna al regno di Napoli dopo la distruzione di Federico II
1230 demanio regio, ricostruzione della cattedrale in stile gotico-cistercense.
1248 Sora diventa contea dei Cantelmi con Alvito, Popoli e Ortona, per volere di Carlo I d'Angiò.
1355 Giovanni Tomacelli, fratello di Bonifacio IX per breve tempo conte di Sora, investito Ladislao I di Napoli, finché con la morte del papa, Sora tornò ai Cantelmo (1399).
1443 il conte di Sora, Nicola Cantelmo, ottenne dal re di Napoli Alfonso I d'Aragona il titolo ducale.
Il Ducato di Sora. Nel 1472 il papa Sisto IV Della Rovere, nell'organizzazione temporale dello stato pontificio, rinunziò al feudo concesso poi, insieme al nuovo titolo ducale che comprendeva unificati i feudi di Alvito e Arce, al nipote Leonardo Della Rovere, dal Re di Napoli Ferdinando I, di cui sposò una figlia: Giovanna d'Aragona. La città fu anche base logistica delle spedizioni militari volte a riaffermare i diritti francesi sulla Campania e sugli Abruzzi, che intraprese Giovanni della Rovere, tra il 1494 e il 1501 (anno della sua morte). Duca di Sora e di Arce, signore di Senigallia, nel 1495 conquista Ceprano, Montecassino e la Terra di San Benedetto (divenuta commenda di Giovanni de' Medici); il territorio ducale è alla sua massima estensione.
Nel 1516 Ferdinando d’Avalos fu assoldato da Carlo V per reprimere gli ultimi residui filofrancesi nel Regno di Napoli. Il ducato fu sottratto ai Della Rovere, e per un breve periodo divenne possesso di Guglielmo di Croy che insediò presso Carnello una cartiera gestita da un artigiano di Fossombrone.
Nel 1580 papa Gregorio XIII acquistò il feudo dai duchi di Urbino Della Rovere per donarlo al nuovo duca Giacomo Boncompagni, suo figlio, il quale ottenne nel 1583 anche i feudi di Aquino e di Arpino che, acquistati ai D'Avalos di Chieti, costituirono parte integrante del nuovo ducato, divenuto così una vera e propria signoria fino al 1796.
La fine del Ducato e la Terra di Lavoro. Il 14 luglio 1796 Ferdinando IV di Napoli dichiarava soppresso il ducato di Sora, insieme allo Stato dei Presidi e disponeva il compenso da versare al duca Antonio II Boncompagni. Pochi anni più tardi, con l'avanzata delle truppe francesi in tutta italia e la proclamazione della Repubblica partenopea la città lirinate fu proclamata distretto (sottintendenza) della provincia di Terra di Lavoro e fu poi centro d'azione della resistenza anti-giacobina che faceva capo al brigante Gaetano Mammone. Con il ritorno di Ferdinando IV nel Regno, l'amministrazione locale era prevalentemente gestita dai municipi (decurionato).
Il Terremoto del 1915. La mattina del 13 gennaio 1915 una forte scossa di terremoto ondulatorio, sussultorio e vorticoso fece crollare gran parte del centro urbano, seppellendo circa quattrocento vittime. Sora presentava un tragico spettacolo. I primi soccorsi giunsero dalla vicina città di Atina e da Roma. I Ministri Bertolini e Visocchi giunsero il 15, il re Vittorio Emanuele III il 16 gennaio. Il re in quei momenti concitati visitò tutti i feriti, rivolgendo ad ognuno una parola di conforto.
Dal Fascismo al II dopoguerra. Nel 1927 dall'unione del Circondario di Sora e del Circondario di Frosinone, con alcuni comuni dell'ex circondario di Gaeta nacque la provincia di Frosinone, da cui la città da allora fece parte, con il secondo collegio elettorale della provincia: Sora-Cassino. Il carattere bipolare della nuova provincia venne riproposto nello stemma che, oltre al leone araldico simbolo di Frosinone, riportava le cornucopie della Terra di Lavoro come simbolo della disciolta provincia. Nel dopoguerra la città fu roccaforte di importanti esponenti politici del Partito Repubblicano Italiano e della Democrazia Cristiana ereditando e reintrepretando in chiave locale le antiche rivalità esistenti nel territorio già dall'età napoleonica e dalla soppressione della provincia di Terra di Lavoro.
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